Friuli Millenario - Banda Cittadina di Buja

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Friuli Millenario

Repertorio

Friuli Millenario di Carlo Pirola.

DVD contenente immagini e musica registrato a Buja il 28 marzo 2009, durata 16'12".

Per l'acquisto  .


Uno degli strumenti che abbiamo per capire l’identità di un popolo, di una nazione o anche di una persona è quello di conoscerne la storia. Tutto quello che quella persona, quel popolo o quella nazione sono, è il frutto degli avvenimenti attraversati nel corso del tempo, siano essi positivi o negativi.
Raccontare quindi il Friuli del passato è un modo per conoscere il Friuli del presente. Molti hanno raccontato la storia di questa regione attraverso libri, racconti, filmati. Noi abbiamo l’ambizione di raccontarla attraverso le suggestioni della musica.
Lo faremo con Friuli Millenario, una composizione scritta dal M° Carlo Pirola nel 1983 su commissione del Comune di Buja, il cui ascolto inizierà con un tema ritmico molto incisivo a cui fa seguito il tema del “destino” che ricorrerà frequentemente durante l’audizione del brano. Un andante pastorale con “solo” di oboe sul motivo friulano “Planc planc al cale el soreli” (Piano piano tramonta il sole…) descrive il paesaggio e la natura con l’intervento di alcuni strumenti adatti a creare questa atmosfera.
Da questo punto inizieranno le “tappe storiche” descrittive: infatti un passo cadenzato e uno squillo da lontano annunciano l’arrivo dei Romani. Seguirà un “cantus firmus” sul “Te Deum…” che introduce l’avvento del Cristianesimo e un corale-preghiera.
Ritorna l’elemento ritmico e il tema del “destino” usato nell’introduzione per motivare l’invasione e la distruzione dei Barbari. Sul tema dei Cristiani si sviluppa uno spunto vivace, barbaro e selvaggio che alla fine si fonde in un unico passaggio che vuole sottolineare la conversione dei Longobardi al Cristianesimo.
Ancora il tema del destino ci trasporta alle soglie del Medio Evo, con squilli e tamburi battenti fino ad arrivare ad un motivo solenne che annuncia la venuta dei Patriarchi. La composizione si sviluppa su tre piani diversi, contrappuntando il motivo araldico (preso dal Cristianesimo) con il motivo Longobardo e quello medioevale, il tutto con un grande effetto.
Il tema ritmico iniziale unito a quello del “destino” introdurranno ancora una volta un nuovo periodo storico: quello Veneziano. Come una “scatola musicale” che si apre, l’inizio sarà di tipo “carillon” con vibrafono e glockenspiel che eseguono appunto un delicato Minuetto di stile veneziano, raffinato e galante affidato a pochi strumenti (flauti e clarinetti) per poi essere ripreso da tutti con sonorità massiccia. Con questa ripresa sarà pure il tema polifonico affidato agli ottoni nello stile tipico del Barocco Veneziano.
Ancora un salto nella storia ed eccoci nell’ottocento popolare, con una danza tradizionale, con variazioni affidate all’oboe, fisarmonica, clarinetti, sax, contrabbassi a corda.
La semplicità e l’armonia della vita campestre saranno improvvisamente interrotte da suoni violenti e fortissimi lasciati alle percussioni e agli ottoni che richiamano ancora il tema del destino. L’appuntamento con il destino questa volta è uno dei più nefasti: il tremendo sisma del 1976, che pone fine ad un’epoca nell’arco di poco più di un minuto. Lo smarrimento e lo sconcerto che ne fanno seguito saranno richiamati dal “Te Deum” che questa volta racconta una storia di “dolore e desolazione”.
Ciò che segue la distruzione del sisma è però un nuovo inizio, impregnato di ottimismo: “La speranza” è il brano di Friuli millenario che dà voce a questa fiducia nel futuro, un futuro che apre le porte del Friuli al mondo in un’atmosfera di festa.
Ed infine il Friuli moderno: uno swing sulle note di un brano popolare alla maniera jazz dove il vecchio e il nuovo sono fusi assieme e ci portano al Friuli di oggi raccontandoci  il segreto della sua cultura millenaria.

 
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